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MUSEI

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BIBLIOTECHE

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TEATRI

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CINEMA

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CIMITERI MONUMENTALI

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SITI ARCHEOLOGICI

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ARCHIVI

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TEATRI STORICI

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CIMITERI EBRAICI

NB. Poiché il perimetro delle ICC è ampio e complesso, le fonti utilizzate sono molteplici. Per questa ragione non tutte le datavisualization possono essere aggiornate facendo riferimento allo stesso anno. Nei titoli o nelle descrizioni gli anni considerati sono sempre indicati.

LUOGHI

L’Emilia-Romagna è un territorio fertile dove arte, cultura e creatività si rinnovano costantemente: un luogo dove tradizione e contemporaneità si incontrano e mescolano dando vita a nuove forme di espressione. Detentori di questi patrimoni tangibili e intangibili sono i luoghi.
 
Tanti sono gli spazi culturali che si possono trovare in regione e tante le categorie che si possono adottare per definirli: pubblici e privati, istituzionali e informali, storici e moderni.
Alcuni sono radicati sul territorio da tempo, altri stanno fiorendo in risposta ai bisogni delle comunità di riferimento.
 
Il fermento artistico degli ultimi anni spesso si ritrova a operare anche oltre i luoghi culturali più tradizionali, a sconfinare in altri terreni. L’immaginazione creativa riabita edifici abbandonati e li adatta a nuove necessità e circostanze: la rigenerazione urbana in chiave culturale è un fenomeno virtuoso e diffuso in Regione, difficilmente mappabile ma dall’enorme impatto sulla vivibilità dei luoghi e la vitalità delle comunità.
 
In questa sezione si intende valorizzare i luoghi culturali, intesi come sedi che ospitano il patrimonio, le iniziative, gli eventi e le bellezze del territorio emiliano-romagnolo. Sono presentati indicatori rispetto a musei, biblioteche, cinema, teatri e altri spazi culturali che si prestano a un’analisi puntuale; per quei luoghi dalla natura ibrida, o difficili da definire numericamente, sarà operata una narrazione qualitativa proponendo approfondimenti, notizie, racconti.

Teatri

L’Emilia-Romagna conta su una lunga tradizione teatrale: le compagnie radicate sul territorio, gli artisti di nuova generazione, i numerosi teatri storici disseminati in tutta la regione, le sperimentazioni site-specific e gli spazi teatrali inconsueti rendono il sistema dello spettacolo dal vivo ricco ed effervescente.
 
In regione, nel 2021, si osserva la presenza di 213 teatri sparpagliati su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, alcuni appartenenti ad amministrazioni comunali, altri gestiti da enti ecclesiastici, enti privati o dalle stesse compagnie che svolgono, contemporaneamente, sia attività di programmazione che di produzione. Tra questi sono presenti anche teatri storici, luoghi rivalorizzati grazie a investimenti pubblici e azioni virtuose condotte a livello locale.
 
Ricerca e sperimentazione non si fermano alla performance o alla messa in scena, sono infatti tante le esperienze di un teatro che va oltre il teatro, attraverso contaminazioni con altri ambiti, come la formazione nelle scuole, il lavoro nelle carceri, l’utilizzo di questo mezzo comunicativo in contesti aziendali.

Cinema

I luoghi rappresentano un fil-rouge dell’industria cinematografica: lo caratterizzano in tutte le sue fasi, dalla produzione alla fruizione.

Grazie alla cosiddetta Legge Cinema (L.R. 20/2014 “Norme in materia di cinema e audiovisivo”), la Regione Emilia-Romagna ha fatto ingenti investimenti in questo settore, non solo in termini di finanziamenti a fondo perduto ma anche nello sviluppo di servizi volti a ottimizzare il lavoro sul campo e attrarre produttori e professionisti da fuori regione. È in questo contesto che nasce la Location Gallery , una catalogazione del patrimonio eterogeneo di posti che possono diventare luoghi della narrazione cinematografica: edifici rurali, contesti urbani, fabbriche, foreste, montagne…

I luoghi per fruire del prodotto audiovisivo –  sia esso un film d’essai, un documentario o l’ultimo blockbuster – giocano un ruolo fondamentale anche nella fase distributiva. Sebbene nuovi modelli di business legati alle piattaforme on demand stiano cambiando le dinamiche di questo comparto, le sale cinematografiche rimangono uno spazio fondamentale per il coinvolgimento dei pubblici.

In Emilia-Romagna, nel 2021, sono presenti 216 esercizi cinematografici e più di 400 schermi, un numero che rimane costante rispetto al periodo pre-pandemico: un dato positivo che però dovrà essere periodicamente monitorato. Infatti, fino a fine 2021, sale, arene e multisala non avevano ancora ripreso le attività a regime per via dei decreti emergenziali ancora in vigore, per questo, non essendo state ancora comunicate  chiusure derivanti da cessazioni di attività, alcune informazioni potrebbero essere falsate.

Musei

L’ampia presenza di musei e monumenti, diffusi in tutte le sue 9 province, posizionano l’Emilia-Romagna al secondo posto tra le regioni italiane per numero di strutture di questo tipo. Nel 2022, sul  territorio se ne contano, infatti, 453: si tratta di organizzazioni a gestione regionale o privata e, in piccola parte, statale. Sono in leggera diminuzione rispetto al 2019, anno nel quale ammontavano a 458.
Oggi, questo patrimonio ricopre un ruolo sempre più importante in ottica di sviluppo locale. Infatti, ormai diverse strutture museali regionali sono impegnate nella realizzazione di attività volte al coinvolgimento della propria comunità di riferimento, alla creazione di format educativi innovativi per le scuole, alla progettazione di iniziative in collaborazione con altri ambiti, come quello della salute e del benessere.

Biblioteche

Sul territorio emiliano-romagnolo sono presenti 588 biblioteche, in leggero calo rispetto al periodo pre-pandemico: nel 2019 erano, infatti 626.
In Italia questo ambito è caratterizzato sia da gestioni private che pubbliche. Nel primo caso si tratta di una raccolta libraria sostenuta da fondi privati. Nel secondo, invece, il panorama è più complesso: sono presenti, infatti, sia biblioteche pubbliche statali che biblioteche di enti locali.
Le prime – siano esse nazionali, universitarie, storiche – hanno il compito di raccogliere e conservare la produzione italiana e acquisire quella straniera in base alle necessità dei propri utenti. Le seconde, invece, hanno una maggiore propensione alla promozione del patrimonio informativo: sono caratterizzate da un profondo legame di servizio con le comunità.

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