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SPETTACOLI DAL VIVO E PROIEZIONI
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MUSEI E BIBLIOTECHE
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FINANZIAMENTI S3

FINANZIAMENTI

Il settore culturale e creativo emiliano-romagnolo è supportato da diversi assessorati: in primis Cultura e Paesaggio, Attività Produttive e Formazione ma anche – seppur in modo più tangenziale – da Programmazione Territoriale e Salute. Uno sguardo su questo comparto da prospettive molto diverse permette di dare voce a molteplici sfide e necessità e, allo stesso tempo, di elaborare una visione di insieme che sta portando alla nascita di un ecosistema sempre più coeso e consapevole delle opportunità a disposizione.
È un ambito, quello delle ICC, con la propria reputazione e autonomia d’azione, un vero e proprio settore economico ad alto valore aggiunto. Ma è anche un elemento trasversale a cui viene richiesto di contaminarsi con professionalità e settori molto eterogenei: grazie alle sue iniezioni di creatività, e a un approccio – per sua natura – fuori dagli schemi, è portato a sperimentare, aiutando altri ambiti a innovare e andare oltre i propri limiti.
Per questo gli strumenti di policy e le misure adottate hanno obiettivi diversi: sono volte a valorizzarne le caratteristiche culturali, a promuoverne lo sviluppo economico e l’acquisizione di competenze, a incoraggiarne le attività di ricerca e di innovazione.
 
Tante sono le esperienze regionali che contribuiscono alla creazione di un ecosistema sempre più attivo e in fermento: leggi regionali, azioni di networking, programmi di supporto e di formazione, bandi di finanziamento.
Alcune di queste iniziative toccano specifici contesti – è il caso delle leggi regionali dedicate a specifici sottosettori ICC – mentre altre affrontano tematiche orizzontali come, ad esempio, l’innovazione.

Spettacolo dal vivo

L’Emilia-Romagna si sta dotando, via via, di diverse leggi regionali dedicate a specifici settori del comparto culturale e creativo: strumenti che conferiscono un riconoscimento istituzionale ad ambiti che hanno una rilevanza socio-economica sul territorio.
Non solo, queste leggi – spesso elaborate attraverso il confronto diretto con stakeholder di settore – stabiliscono il framework di riferimento da cui derivano le linee di finanziamento a supporto del settore.

Una delle leggi più longeve è la L.R. 13/1999 Norme in materia di spettacolo dal vivo che punta a promuovere lo sviluppo e la crescita di un settore vivace ed eterogeneo attraverso il rafforzamento delle attività di promozione e distribuzione, il coinvolgimento del pubblico e delle nuove generazioni, l’organizzazione di festival, la formazione degli operatori e la ricerca artistica. La legge opera attraverso convenzioni e tramite avvisi di procedura a evidenza pubblica.
Una decina di anni dopo, la Regione vara un’altra legge per sostenere maggiormente uno dei sottosettori che compongono il mondo delle arti performative: L.R. 2/2018 Norme in materia di sviluppo del settore musicale che promuove diversi interventi tra cui, in particolare, l’alfabetizzazione musicale e la produzione e fruizione della musica contemporanea originale dal vivo.

Le performing arts dell’Emilia-Romagna sono sostenute sia tramite contributi regionali che statali, ovvero il Fondo Unico per lo Spettacolo. Dal 2016 a oggi il volume di contributi si mantiene pressoché costante con un leggero aumento per quanto riguarda quelli erogati dall’amministrazione regionale. La suddivisione dei contributi per genere vede sul podio musica, teatro e multidisciplinare, seguiti da danza e circo.

Cinema

La L.R. 20/2014 Norme in materia di cinema e audiovisivo è stata istituita per rilanciare questo comparto, un obiettivo che è stato raggiunto: una prima ricognizione delle ricadute di questa strategia è stata effettuata nel 2019: si osserva un consistente aumento dei contributi alla produzione, passando da 1 milione nel 2015 a 2,7 milioni del 2019, che si è tradotto in un incremento della spesa sul territorio del 300% e in un sostanziale cambiamento nella tipologia di progetti finanziati e del loro costo. Nel 2019, infatti, si sono prodotti importanti documentari, film e serie TV con una spesa media pari a 1 milione e mezzo, 6 volte il costo medio osservato nel 2015.

Ma attraverso quali canali opera la legge? Il Fondo per l’Audiovisivo e la Film Commission.
Il primo è lo strumento operativo che permette l’attuazione delle linee di indirizzo delineate nella legge attraverso l’erogazione di contributi per la produzione e la promozione. Il secondo supporta lo sviluppo delle produzioni regionali e la distribuzione a livello nazionale e internazionale.

Musei e Biblioteche

Anche il patrimonio culturale regionale ha una propria legge di riferimento, si tratta della L.R. 18/2000 Norme in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali che pone l’accento sulla valorizzazione delle eredità storico-culturali presenti in regione. La fruizione da parte di un pubblico eterogeneo e la diffusione equilibrata di queste strutture sul territorio sono tra gli obiettivi principali.

La programmazione museale avviene a cadenza triennale per stabilire – in relazione al contesto e alle sue evoluzioni – gli obiettivi, le priorità e le procedure di assegnazione delle risorse che coprono diversi ambiti di intervento: il miglioramento strutturale, il potenziamento e l’avvio di nuovi servizi, la promozione, la conservazione e la formazione professionale. Sugli stessi principi, annualmente viene definito anche il piano bibliotecario.

Finanziamenti S3

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PROGETTI FINANZIATI
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INVESTIMENTI
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IMPRESE FINANZIATE

La Regione Emilia-Romagna ha identificato le Industrie Culturali e Creative come settore ad ampio potenziale di sviluppo, inserendole nella sua Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2014-2020 e riconfermandole all’interno del nuovo documento programmatico che copre il settennato 2021-2027.
Le sue linee guida individuano le traiettorie tecnologiche e organizzative da perseguire per garantire lo sviluppo di un sistema sufficientemente equipaggiato e pronto ad affrontare le sfide della società attuale, potendo garantire una crescita futura sostenibile e inclusiva, in linea con gli obiettivi che si è posta Agenda 2030.                      

La S3 si configura come una strategia trasversale che integra diverse risorse: il periodo di programmazione appena passato, dal 2014 al 2020, ha visto ingenti investimenti sul territorio suddivisi secondo specifici strumenti regionali, nazionali ed europei.   

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