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EXPORT
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FIERE INTERNAZIONALI
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SITI UNESCO

GLOBALITÀ

Il dizionario Treccani definisce l’internazionalizzazione come un “processo derivante dallo svolgimento di una (o più) delle attività che ne caratterizzano il funzionamento lungo una dimensione che coinvolge diversi stati-nazione”. Una descrizione che tratteggia un perimetro di azione ampio e che si adatta bene alle necessità del comparto culturale e creativo.
Accedere a mercati esteri, infatti, ha significati diversi e può variare sensibilmente a seconda del sottosettore di riferimento: cambiano gli scopi, le dinamiche, le opportunità.

Export

Il commercio con l’estero rappresenta un dato significativo di cui è importante tenere traccia, nonostante la caratterizzazione prevalentemente terziaria dei settori della cultura e creatività.
Nel corso del 2019 si contano in tutto 239 milioni di export e 185 milioni di import (rispettivamente il 14,1% e il 16,8% del totale nazionale), con un saldo dunque ampiamente positivo, pari a 53 milioni di euro.
Il 64% dell’export è costituito da libri, periodici e altre attività editoriali, mentre un altro 25% dai prodotti delle attività cinematografiche, video e televisive. Le stesse produzioni valgono circa il 90% dell’import, con pesi simili. Il 2020 fa segnare un calo sensibile dell’export: oltre 60 milioni di euro pari a circa ¼ del totale del 2019. La stabilità dei valori dell’import si riverbera sul saldo che diventa negativo per circa 6 milioni di euro.

Le peculiarità che caratterizzano il settore culturale e creativo – e che lo distinguono dalle industrie più tradizionali – emergono anche quando si affrontano tematiche legate all’export e, più in generale, all’internazionalizzazione.
Mappare l’accesso a mercati esteri delle ICC significa, anche, analizzare cosa vuol dire per questo comparto internazionalizzarsi.

Nel teatro, ad esempio, sviluppare la sfera internazionale evidenzia soprattutto (ma non solo!) il bisogno di adottare strategie per incrementare le tournée all’estero. Far circuitare i propri spettacoli in tante piazze – sia in Italia che all’estero – è un tassello fondamentale per il funzionamento del modello di business di una compagnia.
Uscire dai confini nazionali, nel cinema, non è solamente una questione legata alla vendita del prodotto cinematografico e alla fruizione nelle sale. Per le case di produzione può risultare efficace instaurare partenariati con le proprie omologhe all’estero per coproduzioni internazionali, riuscendo così ad accedere a co-finanziamenti in tutti gli stati coinvolti.
Nell’arte visiva anche partecipare a fiere o esposizioni internazionali rappresenta un primo passo verso nuove opportunità: queste iniziative, infatti, possono essere un trampolino di lancio per l’artista. Sono un momento di visibilità e di accesso a contatti con curatori e galleristi.
Nell’editoria, fra le altre cose, può significare instaurare rapporti con istituti culturali che possono essere interessati a sostenere la traduzione e promozione di un’opera in un altro paese.
Altri settori creativi, come il design o la moda, si avvicinano maggiormente alle dinamiche legate ai settori tradizionali: il concetto di estero è fortemente legato alla possibilità di acquistare materie prime o trovare nuovi clienti e retailer.

Tanti sono, quindi, gli elementi da tenere in considerazione per una fotografia quanto più completa dell’internazionalizzazione delle ICC. Molte informazioni, non ancora presenti in modo sistematico nelle statistiche ufficiali, verranno indagate tramite analisi qualitative e le esperienze dei professionisti di questo settore.

Fiere internazionali

In Emilia-Romagna si respira un clima internazionale pur rimanendo dentro ai confini territoriali. La regione, infatti, grazie ai suoi poli fieristici, può contare sulla presenza di numerose iniziative che vedono la partecipazione di organizzazioni e professionisti provenienti da diverse parti del mondo durante tutto l’arco dell’anno.

La regione ospita annualmente 8 fiere internazionali nell’ambito delle Industrie Culturali e Creative: dalle più conosciute – come la Children’s Book Fair di Bologna che si è affermata come uno dei momenti di richiamo più importanti per i professionisti del libroa quelle più di nicchia – come FAMAART The Frame Place –  che testimoniano la pluralità culturale presente in Emilia-Romagna.

Siti UNESCO

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PATRIMONIO UMANITÀ
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MAB PROGRAM
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CITTÀ CREATIVE
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CULTURA DI PACE
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MEMORIA DEL MONDO

L’internazionalizzazione è stimolata, infine, attraverso iniziative globali volte ad affermare la centralità del patrimonio culturale che caratterizza i territori: le azioni più rinomate sono quelle sviluppate da UNESCO che ha tra i suoi obiettivi quello di individuare siti di importanza culturale o naturalistica la cui conservazione è interesse della comunità mondiale.
Essere catalogati all’interno dei luoghi tutelati da questa organizzazione – oltre ad avere valore di per sé – può incoraggiare nuove forme di turismo, iniziative congiunte tra città, opportunità di scambio interculturale.

In Emilia-Romagna UNESCO riconosce come patrimonio culturale dell’umanità: Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po, gli 8 Monumenti paleocristiani di Ravenna, la Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande di Modena e dal 2021 i Portici di Bologna.
Rientra poi nel patrimonio naturalistico UNESCO la Riserva Integrale di Sasso Fratino, nella provincia di Forlì- Cesena.

Oltre ai siti patrimonio dell’umanità, in regione sono presenti altri luoghi e simboli che hanno ricevuto riconoscimenti da parte dell’UNESCO.

Città creative UNESCO
Il progetto Città Creative dell’UNESCO nasce per legare quelle città che hanno fatto della creatività il motore dello sviluppo economico. Tra le 180 Creative Cities troviamo Bologna, Città Creativa per la Musica, Parma, Città Creativa per la Gastronomia, Modena, Città Creativa per la Media Arts.

MAB UNESCO – Man and Biosphere program
Il Programma scientifico UNESCO L’uomo e la biosfera promuove un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile e relazionale. Sono incluse nel programma le Riserve della Biosfera, un network in cui vengono proposte attività di cooperazione tra istituzioni e comunità locali per la tutela ambientale: la Riserva del Delta del Po e l’Appennino Tosco – Emiliano fanno parte di questa rete che comprende 727 riserve.

Patrimoni Messaggeri di una Cultura di Pace
All’interno del programma UNESCO 2000-2010 dei Patrimoni Messaggeri di una Cultura di Pace hanno ricevuto un riconoscimento: il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza; la Chiusa di Casalecchio in provincia di Bologna, l’Abbazia di Santa Cecilia alla Croara di San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna.

Programma Memorie dal Mondo
Il programma nasce come strumento di tutela dei luoghi di conservazione del patrimonio documentario, con la volontà di curare e recuperare collezioni di rilievo a livello globale. UNESCO promuove le tecniche di conservazione più appropriate, incoraggia l’accesso e la fruizione dei documenti, anche attraverso la valorizzazione della loro esistenza e significato. Tra gli strumenti funzionali a questo obiettivo UNESCO ha predisposto un Registro delle Memorie del Mondo in cui rientrano quei luoghi riconosciuti come custodi di importanti testimonianze del passato, tra questi c’è la Biblioteca Malatestiana di Cesena: è l’unico esempio di biblioteca umanistica conventuale perfettamente conservata in tutte le sue parti.

Editoria – Report del focus group 2020

26 Novembre 2020
In vista dell'elaborazione della nuova legge regionale sull'editoria, pubblicata nel 2021, la Regione Emilia-Romagna ha ritenuto indispensabile l’attivazione ...leggi di più